Sono partito per la mia prima Milano Fashion Week senza accrediti, con più dubbi che certezze. Quattro giorni dopo ero nel backstage di Marco Rambaldi con un repost di Chiara Ferragni e oltre 1,1 milioni di visualizzazioni su Instagram. In questo articolo ti racconto la mia esperienza, le lezioni imparate sul campo e una mini-guida pratica per fotografare la Fashion Week anche senza pass ufficiali

Indice

Milano Fashion Week 2025. La mia prima volta dietro l’obiettivo

23 settembre, ore 22:00.
Domani parto per Milano. Prima fashion week. La valigia è pronta, l’attrezzatura controllata tre volte. Eppure sono sul divano con un groppo in gola che non va via.
Hai presente quando lavori tanto, hai fatto tutto il possibile, ma temi non basti? Ecco, quella.

Da metà agosto scrivo email a uffici stampa, brand, agenzie. Molti non rispondono. Qualcuno dice no. Qualcun altro scrive la frase che ti tiene appeso: “Teniamoci in contatto, vediamo”.
Io lo so: sono l’ultimo arrivato, senza tesserino, senza accrediti, senza quella rete che apre le porte.
Prima fashion week. Zero esperienza. Troppa voglia di dimostrare.
Quella sera volevo mollare. “Chi me lo fa fare?”

Quattro giorni dopo sono nel backstage di Marco Rambaldi, con il repost di Chiara Ferragni sul telefono e 1,1 milionidi visualizzazioni su Instagram.
Questa è la storia di come è andata. E soprattutto di come fotografare la Fashion Week quando parti da zero.

Giorno 1: fotografare la Milano Fashion Week quando pensi di aver sbagliato tutto

Arrivo a Milano il 24 settembre convinto di sapere cosa fare. Spoiler: no.
Mattina tra Duomo, Galleria, Brera, Montenapoleone. Cerco volti, luce, la “street” che vedi sui profili dei big.
Risultato: flop. Mi sento perso.

Alle 14 sono da Fendi. Gente ovunque, fotografi esperti, transenne, sicurezza.
Mi fermo. Osservo. Studio i movimenti dei fotografi: posizioni, timing, come intercettano gli ospiti. Per cinque minuti non scatto.
Poi inizio a replicare. Funziona. Qualche scatto buono. Mi carico.
E arriva il diluvio.

Mi riparo sotto una tettoia. Morale a terra. Lì incontro Enzo, anche lui alla prima volta. Decidiamo di muoverci insieme.
Alla Fashion Hub di Palazzo dei Giureconsulti fotografiamo la mostra di Victor Weinsanto. Succede l’imprevisto bello: ci regalano un pass per la VIP Lounge.
Dentro è un altro mondo. Fuori continua a piovere, ma io capisco la prima lezione:

Lezione 1
Le opportunità migliori nascono quando sei aperto alle persone e ti lasci guidare dalla curiosità, non da un programma perfetto.

Più tardi, da Etro, conosco Wagner, veterano tra Milano e Parigi. Mi dà dritte preziose.
Torno in hotel stanco, un po’ frustrato. Domani do tutto.

Giorno 2: street photography fuori dalle sfilate di Milano

Sveglia presto, Max Mara.
Eleganza minimal, linee pulite, luce perfetta. La street fuori show mi entra nel sangue.

Poi Boss: blindatissimo. Mi abbatto, ma conosco Giuseppe, videomaker per un magazine. Mentre parliamo iniziano a uscire gli ospiti. Mi butto. Mariano Di Vaio, attrici, influencer.

Panino al volo e Prada. Strade chiuse, fotografi lontani.
Entro in un bar per ripararmi e… arriva una super modella da sola. Chiedo di scattare. Accetta. Pochi scatti, luce ambientale bellissima. Risultato che mi fa felice.

Lezione 2
Non sempre gli scatti migliori nascono nella mischia. A volte basta un bar, il coraggio di chiedere e attenzione ai dettagli.

Con Enzo e Wagner andiamo a Emporio Armani. Location e luce spettacolari, timing perfetto per l’uscita. Torno a casa sfinito ma soddisfatto. La settimana inizia a prendere forma.

Giorno 3: Chiara Ferragni, backstage e lezioni di fotografia alla Milano Fashion Week

Arrivo presto da Marco Rambaldi. Atmosfera raccolta, più accessibile.
Scatto le prime ospiti. Poi Giulia Stabile. Subito dopo Chiara Ferragni. Mi guarda in camera. Click.

Qui fa la differenza il workflow: passo lo scatto sul telefono con l’app Sony, edito in Lightroom con preset preparati prima di partire, raddrizzo, sistemo.
Pubblico nelle storie in meno di 2 minuti. Taggo Chiara e lo stilista.
Qualche ora dopo arrivano i repost.

Finisco dentro la sfilata. Poi in backstage.
Non me l’aspettavo, ma ci sono.

Lezione 3
La velocità batte la perfezione. Se pubblichi quando la conversazione è calda, raddoppi le possibilità di essere ripostato.

Si corre da Bluemarine, poi Tod’s con Bruno, fotografo napoletano. Cortile bellissimo, immagini che amo.

Elisabetta Franchi sotto la pioggia. Incontro un altro Giuseppe, fotografo milanese. Mi mostra la sua strategia: evitare la mischia, cercare mini shooting appartati. Lo seguo. Scatti pazzeschi.
Rifotografo Annabella, una ragazza già vista da Etro, poi scopro che è una presentatrice TV libanese con 7,5 milioni di follower. Reposta.

Da Elisabetta Franchi riesco a fotografare tantissime modelle, influencer e attrici, tra cui anche Elisabetta Grecoraci.

Sono gasatissimo!

La mattina mi scrive un amico: “Stasera c’è l’evento Gran Pavesi in Terrazza Martini, vuoi passare a scattare?”
Accetto senza pensarci troppo.
E poche ore dopo mi ritrovo a fotografare da una delle location più iconiche di Milano, con una vista sul Duomo che toglie il fiato.
È stato un momento quasi surreale: tre giorni prima ero arrivato spaesato, senza accrediti, convinto di dover rincorrere le occasioni. Ora mi trovavo a raccontare un evento per un brand nazionale, in uno dei luoghi più esclusivi della città.
Non è stata fortuna: è stato il segnale che, quando ti muovi, osservi, crei valore e ti fai trovare pronto, Milano ti apre le porte più inaspettate.

Durante l’evento conosco persone incredibili. Un architetto mi propone di fotografare una villa appena ultimata, sarebbe stata perfetta per una nuova dimora d’eccellenza da raccontare. Devo rifiutare, parto domani. Mi rode ancora.

Lezione 4
Quando mostri il tuo lavoro in modo autentico, le occasioni ti trovano. Non devi rincorrerle.

Giorno 4: il finale sotto la pioggia alla Milano Fashion Week

Piove a dirotto.
Ferrari: tutto blindato, zero scatti. Ferragamo: ritrovo Giuseppe, scatto e chiacchiero.
Poi il gran finale: Dolce & Gabbana.
Location incredibile, ospiti da tutto il mondo, energia che ti investe. Scatto tanto, come volevo. Alle 18 saluto i nuovi amici e vado in stazione.
La mia prima Milano Fashion Week è finita.

Quello che ho capito fotografando la Milano Fashion Week (e che nessuno ti dice)

Non è l’attrezzatura, è il coraggio
Ho usato Sony A7C R e 24–70 f/2.8. Avrei voluto più zoom, ma avrei perso agilità. Il 24–70 è il compromesso perfetto per tutto il giorno. L’attrezzatura più importante però è stata un’altra: il coraggio di chiedere.

Non servono gli accrediti, serve iniziativa
Sono partito senza inviti e senza rete. Ho costruito tutto sul campo, un incontro alla volta. Se ci sono riuscito io, puoi farlo anche tu.

Le persone sono tutto
Enzo, Wagner, Bruno, i due Giuseppe. Ognuno mi ha aperto un’angolazione diversa. Parla, ascolta, impara. La FW è competitiva ma c’è spazio per chi è genuino.

La preparazione tecnica ti salva
Preset pronti, flusso rapido, pubblicazione in tempo reale. La velocità vince.

Non tutte le porte si aprono
Ferrari, Prada, Boss: a volte non si può. Impari a spostare energie dove ha senso.

Il piano B è quasi sempre meglio del piano A
La modella nel bar, la VIP Lounge, il backstage, Terrazza Martini. Nulla era pianificato. Tutto è nato dall’essere presente, curioso, flessibile.

Come fotografare la Milano Fashion Week senza accredito: la mini-guida pratica

  • Arriva presto e osserva. Studia i flussi, gli spot dove gli ospiti si fermano, i movimenti dei fotografi esperti.

  • Chiedi con educazione. Presentati, proponi pochi scatti veloci. Sorriso, chiarezza, grazie.

  • Viaggia leggero. Uno zoom versatile tipo 24–70 su corpo affidabile. Autonomia batterie e protezione pioggia.

  • Preset e workflow. Prepara i preset prima. Testa il passaggio camera-telefono. Punta a pubblicare entro pochi minuti.

  • Costruisci relazioni. Scambia contatti con fotografi e ospiti. Offri foto, condividi valore.

  • Sii flessibile. Se un ingresso è blindato, cambia scenario. Bar, uscite laterali, strade adiacenti, show più accessibili.

  • Racconta in tempo reale. Storie, caroselli brevi, tag accurati. La rilevanza temporale è un acceleratore.

Forse non è la vita lenta che racconto. Ma è comunque Dolce Vita

Quattro giorni di corsa, pioggia, panini al volo, attrezzatura da proteggere. Non è la vita lenta che amo raccontare.

È Dolce Vita fatta di dettagli, attenzione, bellezza e connessioni vere.
Sono grato per ciò che è successo. Felice di quello che mi resta. Entusiasta delle persone incontrate.
Nel frattempo @matteoarghiro ha superato 1,1 milioni di visualizzazioni. Continuerò a condividere immagini e dietro le quinte.

La vera lezione che ho imparato fotografando la Milano Fashion Week

Non aspettare il permesso di nessuno.
Non aspettare l’accredito perfetto, i contatti giusti, l’attrezzatura da sogno.
Presentati. Prova. Sbaglia. Impara. Adattati.
Le opportunità non arrivano a chi aspetta; arrivano a chi si muove anche con la paura addosso.
Quella sera volevo mollare. Quattro giorni dopo ero in backstage.
La differenza? Ho scelto di partire lo stesso.

Vuoi vedere tutte le foto della mia Milano Fashion Week? Seguimi su Instagram @matteoarghiro.
Hai un progetto, un evento, una storia da raccontare? Scrivimi qui: parliamone e costruiamo qualcosa di bello.

Articolo scritto il 29 settembre 2025, con i piedi che fanno ancora male e il cuore pieno.

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