A volte basta poco. Un dettaglio. Un colpo d’occhio.
Qualche settimana fa ero a Como. Passeggiavo senza fretta, tra le vie tranquille del centro. A un certo punto entro in una libreria. Una di quelle che profumano di carta vera. Nessun rumore, solo scaffali e silenzio. Mi guardo intorno, e li vedo: i volumi Assouline. Una parete piena di colori, copertine spesse, composizioni curate.
Li avevo già notati online, negli hotel più eleganti o nei profili più curati. Ma così tanti, dal vivo… è stato un colpo. Ogni libro sembrava dire qualcosa. Più di una copertina: un manifesto. Una dichiarazione d’intenti.
E lì mi è salita una domanda:
"E se un giorno anche Matteo Arghirò diventasse un’estetica?"
Quando sogni in grande, la vocina arriva sempre
Sono tornato a casa con quella domanda in testa. Mi sono messo a cercare tutto su Assouline: storia, filosofia, dietro le quinte. Ho divorato articoli, studiato immagini. Ogni pagina rafforzava quel pensiero.
Non per vanità. Ma per dire qualcosa di mio. Creare qualcosa che lasci il segno. Che sia riconoscibile.
Poi, ovviamente, è arrivata lei. La vocina.
“Ma chi ti credi di essere?” “E se non interessa a nessuno?”
La conosciamo tutti. Quella che ti blocca proprio quando ti stai per muovere.
Questa volta, però, ho deciso di ascoltarla e andare avanti lo stesso. Senza fare il fenomeno. Senza aspettare di essere pronto.
Perché il mio percorso nasce da lì. Da una cosa semplice: il desiderio di crescere. Di migliorare, un passo alla volta. La creatività, per me, viene da dentro. Dalla testa. Dal modo in cui impari a guardare il mondo.
E dalla voglia costante di diventare una versione più bella e più libera di te.
I progetti personali valgono più del cachet
Qualche giorno dopo ho fotografato per il terzo anno lo spettacolo della scuola di danza Disc’n Roll Dos. Lo chiamano “saggio”, ma è molto di più. Quest’anno era l’edizione dei vent’anni. Sara e Daniele, i fondatori, hanno ricreato tutte le scenografie più belle della loro storia.
Il teatro era pieno. Un’emozione collettiva. Si respirava qualcosa di vivo. E io, in mezzo, cercavo di fermare quel momento con la macchina in mano. Senza fare rumore. Senza interrompere.
Se vuoi vedere tutte le foto del saggio di danza della Disc’n Roll Dos di Gallipoli, le trovi qui!
Pochi giorni dopo, invece, un’altra storia. Uno shooting in spiaggia con Sofia. Due flash, vento salentino, le sue treccine che si muovevano libere. Nessun cliente. Nessuna regola. Solo libertà.
Ho piazzato un flash dietro di lei. L’altro a 45°. E abbiamo iniziato a giocare.
Quando scatti per te, succedono cose che non puoi spiegare. Ti diverti. Ti perdi. Ti ricordi chi sei. E soprattutto: cresci.
Ho pubblicato uno scatto su @matteoarghiro. È arrivato un bel riscontro. Messaggi, apprezzamenti, colleghi fotografi. Ma più di tutto: quel senso di direzione. Quella sensazione che stai andando dove devi andare.
Nessuno mi aveva chiesto quello shooting. Ma mi ha cambiato.
La rubrica DOLCE VITA: creare bellezza nel quotidiano
Sul mio profilo Instagram, @matteo_arg, Ogni giorno seleziono un post che mi colpisce. Lo incornicio. Ci scrivo sopra “DOLCE VITA”. Lo ricondivido nelle stories. È una rubrica semplice. Ma ci credo.
In un mondo pieno di brutte notizie, voglio creare uno spazio per il bello. Voglio dare valore a chi crea contenuti che ispirano. E voglio che chi mi segue apra le storie e si senta meglio.
Mi piacerebbe che questa cosa crescesse. Che diventasse un piccolo appuntamento quotidiano. E magari, col tempo, anche un modo per conoscersi, collaborare, ispirarsi a vicenda.
E magari, con il tempo, sarà qualcosa di più. Un appuntamento fisso. Un modo per conoscersi anche tra creator. Una community che ruota intorno all’estetica, sì, ma anche alla gratitudine.
I numeri mi scoraggiano a tratti, lo ammetto, ma provo a non pensarci troppo. Continuo. Ogni giorno. Post dopo post, storia dopo storia.
@matteo_arg è rimasto fermo per tanto tempo. Pubblicavo viaggi, Salento, momenti. Il 90% delle foto erano fatte con il telefono. Forse più imperfette, ma anche più immediate. Più leggere. Più vere.
Ora il tono è diverso. Più costruito. Più vicino a ciò che voglio diventare. Ma cambiare pelle richiede pazienza.
Certo che fa male, a volte. Guardare le statistiche e vedere il buio. Ma la verità è che oggi sto pubblicando quello che sognavo anni fa.
E questa cosa, già da sola, vale il viaggio.
Grand Hotel Tremezzo e l’arte di raccontare l’Eccellenza
Nel frattempo continuo a pubblicare anche contenuti che raccontano il mio progetto fotografico sul Lago di Como. Per me quel posto resta un’icona della Dolce Vita italiana.
Questa settimana è uscito anche il nuovo articolo nella sezione del blog Dimore d’Eccellenza, dedicato a un luogo che mi ha ispirato profondamente: il Grand Hotel Tremezzo. L’ho scritto con l’idea di raccontare non solo un posto, ma un certo modo di vivere, sognare, fotografare.
Il riscontro è stato bellissimo. Anche Alessia, responsabile marketing della struttura, ha apprezzato. Questi feedback non hanno prezzo perché ti confermano che il tuo lavoro arriva, che ha senso, che crea valore.
Un posto che per me è una dichiarazione di stile. Di cura. Di quel modo di vivere lento, leggero, pieno di dettagli.
Non volevo fare una recensione. Volevo raccontare il sogno che c’è dentro quel posto. Ci ho messo le immagini. Ci ho messo le parole.
Leggi il post, ne vale davvero la pena. Credimi!
Il segreto che nessuno ti dice: non aspettare di essere pronto
La verità è questa: non sarai mai abbastanza pronto. Non avrai mai abbastanza follower, abbastanza skill, abbastanza riconoscimenti per iniziare a sognare in grande.
Quell’epifania nella libreria di Como mi ha insegnato che il personal branding non è questione di numeri. È questione di autenticità. Di coerenza. Di continuare a creare anche quando i dubbi ti sussurrano che non ne vale la pena.
I volumi Assouline non sono diventati iconici per caso. Dietro c’è una visione, un’estetica riconoscibile, una promessa mantenuta pagina dopo pagina, libro dopo libro.
Ecco cosa sto imparando: ogni singolo contenuto che pubblico, ogni foto che scatto, ogni newsletter che scrivo è un mattoncino del mio brand. Non lo vedo subito, ma si sta costruendo qualcosa.
E forse, un giorno, qualcuno entrerà in una libreria virtuale (o reale) e dirà: “Ah, quello è Matteo Arghirò. Riconosco subito il suo stile.”
L’Argletter: una mail a settimana, un passo in più
Se stai leggendo queste righe è perché, in qualche modo, anche tu credi nella bellezza. Nella possibilità di costruire qualcosa di autentico in un mondo che spesso premia la velocità sulla qualità.
La Dolce Vita italiana non è solo questione di paesaggi o hotel di lusso. È un modo di vivere che mette l’estetica e l’autenticità al centro. È credere che ogni dettaglio conta. È avere il coraggio di sognare in grande e la disciplina di costruire in piccolo.
Ogni settimana condivido con te riflessioni, progetti, scoperte dal mio percorso di fotografo e content creator. Non ricette magiche, ma storie vere di chi sta provando a costruire qualcosa che duri.
Se anche tu credi che il mondo abbia bisogno di più bellezza, se anche tu stai costruendo il tuo progetto un giorno alla volta, allora sei nel posto giusto.
Iscriviti alla mia newsletter settimanale e facciamo questo viaggio insieme. Ogni settimana, una storia. Ogni settimana, un passo verso la tua versione migliore.
Perché la dolce vita non si aspetta. Si costruisce.
Un contenuto alla volta, una mail alla volta, un sogno alla volta
Se ti va, ci leggiamo lì.
Matteo
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Ogni settimana: visione, progetti, crescita autentica. Argletter ti aspetta.